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lunedì 17 agosto 2015

The "Death" pt.2

I Jackson firmatari della lettera hanno denunciato nella stessa anche AEG, la società promotrice dei concerti londinesi di MJ e hanno coinvolto anche SONY e la COLONY CAPITAL, la società che rilevò una quota del Neverland Ranch; queste sono tutte le persone elencate alla fine per conoscenza: Randy Phillips, Paul Gongaware, Tim Leiweke (AEG), Trent Jackson, Laurel Henry, Perry Sanders, Howard Weitzman, Martin Bandier (SONY), Philip Anschutz e Tom Barrack (Colony Capital). Successivamente anche il Reverendo Al Sharpton è apparso in tv a sostegno dei firmatari della lettera, testimoniando che l'artista in realtà si trovava con lui a NY il giorno in cui, secondo Branca e McLain, avrebbe firmato il testamento. Inoltre nel 2009, dopo che i due presunti esecutori testamentari depositarono il testamento, gli stessi con un comunicato stampa riferirono che Branca era stato assunto di nuovo da Jackson otto giorni prima della sua morte.
Ma nel 2003 la "Interfor", agenzia investigativa, aveva scoperto una stretta relazione d'affari tra Branca e Tommy Mottola, l'ex-presidente della Sony Records, la quale faceva ritenere che i due presumibilmente stessero progettando un piano per far crollare l'impero finanziario di Michael Jackson. Al momento della morte, Jackson era indebitato per oltre 400 milioni di dollari, accumulati negli ultimi anni in cui il cantante ha dovuto affrontare enormi spese. L'insieme dei beni di Michael, è stato valutato a oltre 1 miliardo di dollari per le quote di diritti detenuti dal Re del Pop sul catalogo dei Beatles e di altri artisti, oltre alla proprietà delle sue canzoni stimata al valore di 75 milioni di dollari.
In seguito alle pubblicazioni postume alla morte, l'entourage del cantante ha riscontrato guadagni per oltre 90 milioni di dollari. L'intero patrimonio è stato affidato alla fondazione Michael Jackson Family Trust. Nelle 3 settimane successive alla morte, sono stati venduti in tutto il mondo oltre 9 milioni di copie dei suoi album. Le vendite dei suoi dischi hanno superato gli 8.2 milioni di copie negli Stati Uniti e le oltre 29 milioni di copie in tutto il mondo e hanno fatto di Jackson l'artista più venduto del 2009.

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