Il 5 marzo 2009, Michael Jackson tenne una conferenza stampa all'O2 Arena di Londra (alla quale erano presenti oltre 1,500 fans), in cui annunciò di aver programmato una serie di concerti all'O2 Arena stessa nel luglio successivo. Michael inoltre affermò che si sarebbe trattato del final curtain call come dichiarò nella conferenza stampa indetta a fine maggio, ovvero le sue ultime esibizioni. Con queste parole non si era capito bene se il cantante non avrebbe più partecipato a concerti in generale o se si riferisse alla sola Londra, in ogni caso si erano generati parecchi dibattiti tra i giornalisti. Non vi furono ulteriori annunci da parte di Jackson se non un "ci vediamo a luglio". Nel maggio dello stesso anno si sparse la notizia, resa pubblica dal The Sun e ripresa dal Corriere della Sera, che il cantante soffrisse di un tumore alla pelle. Anche questa notizia fu poi smentita dal dottor Tohme Tohme e dal referto autoptico.Nel giugno del 2009, Jackson si trovava a Los Angeles per le prove che si svolgevano allo Staples Center.
Il 25 giugno 2009, mentre era nella sua casa di Holmby Hills (Los Angeles), Michael Jackson ebbe un malore. Stando alle dichiarazioni del Dott. Murray, medico assunto dalla Aeg Live, la società promotrice dei concerti londinesi, la notte del 24 giugno 2009, nonostante avesse somministrato in più riprese alcune benzodiazepine al cantante, quest'ultimo non sarebbe riuscito ad addormentarsi, così il dottore alle ore 10.40 gli somministrò l'anestetico propofol e dopo che Jackson avrebbe preso “sonno” verso le ore 10.50, l'avrebbe lasciato da solo per due minuti per andare in bagno, nonostante il paziente non fosse attaccato ad una pompa d'infusione, obbligatoria per regolare la somministrazione di tale farmaco. Tornato nella stanza, verso le ore 10.52 Murray, accorgendosi che la pop star non respirava più, iniziò a praticare una sorta di rianimazione cardiopolmonare sul letto, dove non produce alcun effetto, in quanto va praticata su una superficie dura.
Durante le indagini si scoprirà che dopo la somministrazione del propofol, Murray era al telefono e stava utilizzando due cellulari, di cui non si è servito per chiamare i soccorsi, ma per effettuare varie chiamate ed invii di mail tra cui una per tranquillizzare un funzionario della Lloyd’s Insurance, l'assicurazione dei concerti londinesi, riguardo alle condizioni di salute di Jackson; dai tabulati presentati al processo, però, si evincerà che la mail è stata spedita quando il cantante era già morto. I soccorsi vennero chiamati più di un'ora dopo, alle ore 12.21, dalla guardia del corpo di Jackson, Alvarez, come testimoniò anche il paramedico che ricevette la telefonata. I paramedici del Los Angeles Fire Departmentgiungono alle 12.28.
Il tempestivo trasferimento alla clinica dell'UCLA Medical Center, la clinica ospedaliera dell'Università della California non bastò, i tentativi di rianimazione fallirono e venne dichiarato morto alle ore 14.26.L'autopsia stabilì che la sua morte avvenne per una somministrazione eccessiva di Propofol, a pochi giorni dalle ultime prove dei concerti che si sarebbero dovuti tenere alla O2 Arena di Londra dal 13 luglio 2009.
Le immagini video delle prove svoltesi allo Staples Center mostravano un Jackson in ottima forma ma in realtà non è così come si deduce dal referto autoptico e dalle mails di Kenny Ortega e Randy Phillips. Essa rilevò che Jackson era in condizioni di salute abbastanza buone al momento del decesso, rispetto alle persone della sua età e inoltre confermò una volta per tutte che il cantante
soffriva di vitiligine. Fonti vicine alla famiglia riportarono che negli ultimi giorni Michael era sotto stress per i 50 concerti che avrebbe dovuto tenere a Londra.
soffriva di vitiligine. Fonti vicine alla famiglia riportarono che negli ultimi giorni Michael era sotto stress per i 50 concerti che avrebbe dovuto tenere a Londra.
Sempre secondo persone vicine a Jackson, il cantante assumeva eccessive quantità di pillole quotidianamente, addirittura più di 40 Xanax al giorno. Ma gli esami tossicologici rileveranno che non vi erano sostanze nel suo organismo a parte quelle somministrate dal Dott. Murray quella notte, né alcool o droghe di alcun genere e nessuna pillola nel suo stomaco. Anche lo Xanax (Alprazolam) non è stato rinvenuto né nel suo organismo né in casa. Il giorno della morte della star la rete esplose: in quella mattina, infatti, i siti web a lui dedicati, ma soprattutto tutti i social network a partire da Facebook e Twitter, fecero notare ai propri utenti un'enorme lentezza, dovuta proprio a tutti i messaggi lasciati per il grande Jackson oltre alla creazione di continui gruppi che parlavano dell'artista e delle sue opere. La sola stima dei Tweets fu di oltre 5.000 messaggi ogni minuto. Si dice inoltre che Facebook e tutti gli altri social network rimasero bloccati per ore per il grande numero di messaggi per l'icona del pop.


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