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martedì 18 agosto 2015

Process pt.2

Il procuratore Walgren durante il controinterrogatorio del dottor White, l'esperto di propofol testimone per la difesa, lo portò a dire che, considerate le quantità di lorazepam e propofol risultanti nell'organismo della star, non avrebbe senso pensare che Murray volesse continuare a sedare un Michael Jackson già sedato: ciò sarebbe spiegabile solo nel caso in cui il medico avesse voluto fargli del male volontariamente e lo ha ribadito anche nella sua arringa finale: "...Murray ha voluto mettere ko Michael Jackson, se si vuole credere che non fosse già ko!". Anche dall'ultima testimonianza del dottor Steven Shafer, esperto di propofol per l'accusa, è emerso che in base a studi effettuati nel 2002, le quantità di propofol e benzodiazepine somministrate da Murray a Jackson erano maggiori di quelle che Shafer stesso aveva inizialmente ipotizzato. Infine nel Memorandum del procuratore leggiamo: "Il modo in cui il crimine è stato eseguito indica pianificazione, sofisticazione o professionismo (...) Le prove mostrano senza ombra di dubbio che l'imputato sapeva che ciò che stava facendo era sbagliato (...) L'imputato si è approfittato di una posizione di fiducia o confidenza per commettere il crimine...".
Tutto ciò ha destato dei sospetti in merito al fatto che la morte della star potrebbe non trattarsi di omicidio colposo, ma qualcosa di più. Le indagini, però, furono rivolte solo verso Murray, lasciando in sospeso numerosi interrogativi al riguardo. Inoltre i discografici (Sony), manager della star e la stessa AEG Live avrebbero effettuato cospicui finanziamenti alle carriere di alcune figure istituzionali che, visto il loro ruolo, sarebbero potute essere personaggi chiave per risolvere i misteri dell'omicidio in questione. Ciò ha sollevato ulteriori sospetti in merito. La famiglia Jackson ha mosso una causa civile contro la AEG Live, in quanto la ritiene responsabile di frode, negligenza, inflizione di stress emotivo e cospirazione civile, elementi che avrebbero condotto alla morte la pop star.

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