Translate

martedì 18 agosto 2015

Process

Da elementi discussi al processo che lo vedeva imputato per omicidio colposo, si scoprì che Conrad Murray fu assunto dalla AEG Live; il dottore, all'epoca dell'assunzione, era pieno di debiti. Il rapporto tra il medico e la società promotrice dei concerti è comprovato da un contratto anche se non perfezionato, discusso in aula, dal quale si evince che l'assunzione del dottore fu di competenza della AEG, che non ricevette mai una copia dello stesso firmata da Michael Jackson per accettazione; esiste solo una copia firmata dal dottor Murray la sera prima che il cantante venisse ucciso. In quel contratto si legge anche che il medico doveva "[...] occuparsi delle necessità mediche dell'artista, riuscire a curarlo in caso di emergenza e provvedere anche ad altri trattamenti medici richiesti da AEG". A proposito di "trattamenti", durante le udienze preliminari del processo emerse dalla testimonianza del farmacista Lopez, al quale si era rivolto Murray per ordinare il propofol ed altri medicinali, che il medico richiese anche degli energizzanti, dicendogli che erano per se stesso e Lopez gli procurò dell'ECA (Efedrina, Caffeina, Aspirina),, ma dell'efedrina è stata ritrovata nell'organismo di Jackson. Tale sostanza è controindicata per chi soffre d'insonnia in quanto la provoca o la accentua, e causa anche ansia, anoressia e febbre. Murray, probabilmente, somministrava al cantante ECA di giorno come energizzante, propofol e benzodiazepine di notte per farlo dormire. Jackson era stato oggetto di somministrazioni di questo tipo per quasi tre mesi.
Durante il processo il Dott. Steven Shafer, esperto di propofol, dimostrò scientificamente l'impossibilità della autosomministrazione dell'anestetico dal parte del cantante e dichiarò che l'ingestione di tale sostanza non produce alcun affetto sull'essere umano.
Il coroner Elissa Fleak testimoniò che c'era il camino acceso (era il 25 giugno) nella stanza dove il cantante è deceduto. Tra l'altro non era la sua stanza da letto abituale. Il rigor mortis probabilmente si verificò in un momento successivo per cui Jackson potrebbe essere morto anche molto tempo prima: il medico legale non fu in grado di stabilire l'ora del decesso che non è riportata sul referto autoptico.
Non fu possibile stabilire chi fosse a Carlwood effettivamente la notte dell'omicidio in quanto i video relativi alle registrazioni delle telecamere di sorveglianza sono spariti. Il procuratore David Walgren, durante la Status Conference del 16 marzo 2011, affermò che l'accusa stava ancora cercando di contattare il dipartimento di polizia di Los Angeles e la società del sistema di sicurezza per sapere se fossero disponibili altre registrazioni oltre a quelle che gli erano state recapitate, riguardanti l'esterno della residenza di Jackson e le porte di ingresso. Durante il processo Murray, dalla testimonianza del signor Alexander Suppal, uno specialista in sorveglianza della polizia di Los Angeles, risultò che nessuno gli ordinò di scaricare altri filmati dai nastri delle telecamere di sorveglianza della casa di Michael Jackson, oltre a quelli di pochi minuti relativi all'arrivo di Murray e poi dell'artista alla proprietà la notte del 25 giugno 2009. Suppal dichiarò che fu il detective Martinez a prendere la decisione di scaricare solo quei filmati.

Nessun commento:

Posta un commento

Share with me your opinions